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Negli ultimi cinque o sei anni, le esperienze legate alle fattorie didattiche, conosciute anche come “scuole fattoria”, hanno conosciuto una notevole diffusione in Italia.

Le prime iniziative italiane furono presentate nel 1997 durante il primo Meeting Agriscuola, organizzato da Alimos, un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 1967 con l’obiettivo di promuovere l’innovazione nel settore ortofrutticolo, tutelare l’ambiente e il territorio (in particolare l’agrobiodiversità) e contribuire alla salute dei consumatori. All’evento partecipò anche la Federazione Europea delle City Farms.

Già dalle prime esperienze, si sono delineati obiettivi innovativi di sviluppo del consumo consapevole e dell’agricoltura sostenibile, presto concretizzati in progetti educativi finalizzati a:

  • Educare alla salute, incentivando il consumo di frutta, verdura e alimenti di origine animale salutari collegati alla dieta mediterranea;
  • Contribuire a sviluppare una nuova cultura alimentare in Italia e in Europa;
  • Consolidare la conoscenza del territorio, delle produzioni agro - zootecniche, della storia e della vita rurale;
  • Offrire un collegamento diretto tra città e campagna per trasmettere un patrimonio culturale di elevato valore ambientale e sociale.

Successivamente si sono sviluppate diverse iniziative promosse da realtà come il Consorzio Agriturismo Piemonte e il Consorzio Agrituristico Mantovano, seguite dall’intervento della Regione Emilia Romagna che, nel 1999, ha avviato la creazione di reti di fattorie didattiche su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo anche altri enti.

Nel 2000 è stato realizzato il primo censimento nazionale delle fattorie didattiche, promosso dalla società Alimos con il finanziamento del Ministero dell’Ambiente.

L’obiettivo era quello di delineare un quadro delle attività di educazione ambientale e alimentare svolte dalle aziende agricole. 

I risultati furono raccolti nella pubblicazione “Mappa delle Fattorie Didattiche Italiane” e successivamente aggiornati con nuovi dati relativi al 2002.

Da questa indagine emerse la presenza di 444 aziende attive, con un aumento di circa 170 esperienze rispetto ai dati rilevati nell’ottobre del 2000.

Oggi il numero delle fattorie didattiche supera le 1700 unità, con una maggiore concentrazione in regioni come Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Puglia. Si tratta di un fenomeno in continua crescita, poiché queste realtà rispondono alle esigenze del mondo scolastico e si configurano come veri e propri spazi educativi, in cui è possibile osservare direttamente processi naturali e produttivi.

L’ambiente agricolo diventa così un luogo di apprendimento attivo, basato sull’esperienza diretta. In tutta Italia si stanno infatti moltiplicando progetti dedicati alla didattica agro-ambientale, promossi sia da enti pubblici sia da soggetti privati.

Questo sviluppo è testimoniato anche dalla nascita di eventi e iniziative di rilievo a livello nazionale e regionale. Tra le più significative si possono citare “Educazione alla Campagna Amica” e “PrimaveraBio”, promosse da organizzazioni del settore. In particolare, “Educazione alla Campagna Amica”, ideata da Coldiretti, coinvolge aziende agricole in tutta Italia e ha permesso a migliaia di studenti delle scuole primarie e secondarie di partecipare ad attività didattiche direttamente in fattoria.

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